La risposta di ABA a LAV

Lunedì 7 novembre sul sito della LAV è stato pubblicato un articolo che ha accusato (e diffamato) apertamente due dei medici veterinari nostri volontari.
Il motivo di tale attacco? Semplicemente fare parte di un comitato scientifico.

Ci teniamo a precisare che tra l’altro l’articolo, vìstone il carattere meramente diffamatorio, era stato oscurato il giorno successivo, dopo una serie di telefonate di protesta. Oggi, invece, ci siamo accorti che era di nuovo on-line.

E a questo punto ci è sembrata d’obbligo una nostra reazione.
O prima o dopo, dunque, c’è stato un atto di incoerenza. Nonché di poca correttezza nei nostri confronti e nei confronti dei nostri volontari.

Peccato, visto che così come la LAV, anche noi siamo per la tutela degli animali. Peccato, visto che la sinergia tra associazioni che agiscono all’interno dello stesso ambito dovrebbe essere fondamentale. Peccato, visto che l’irriconoscenza che la LAV ha mostrato nei nostri confronti non può che essere frutto di ignoranza. Ignoranza intesa in senso letterale.

La LAV sa cosa facciamo tutti i giorni, concretamente?
Sa che tutti i giorni salviamo vite di animali?
Sa che lo facciamo investendo tempo, lavoro, dedizione, passione e spesso nostri fondi (nostri nel senso di personali, non dell’associazione!)? Sembra proprio di no.
Altrimenti non ci spiegheremmo in nessun altro modo il motivo per cui l’articolo sia stato pubblicato nuovamente.

Non riusciamo ad intravedere, d’altra parte, nessun altro motivo plausibile. Ecco, forse il punto è proprio questo: motivi plausibili non ce ne sono.

Primo fra tutti, quello di cui abbiamo già parlato: l’ABA e ovviamente i suoi volontari lavorano ogni giorno per salvare delle vite animali. E non solo per salvarle. Ma anche per garantire agli animali una vita dignitosa.
L’ABA si occupa dell’educazione della gente: spesso i maltrattamenti, il cinismo, l’insensibilità, l’ingratitudine sono secondari all’ignoranza. Conoscere è il primo passo per capire e per crescere.

Secondo, motivo più contigente all’attacco della LAV: far parte di un comitato scientifico non vuol dire appoggiare o contestare gli ideali di un’associazione, di una confederazione o di un partito.
Un comitato scientifico ha il compito principale di predisporre pareri scientifici, null’altro. I veterinari che fanno parte del comitato scientifico di Federfauna non devono condividere le idee della confederazione. Sono semplicemente stati chiamati quali esperti in termini di benessere animale.

La presenza di un comitato scientifico consapevole ed esperto in termini di benessere animale è invece fondamentale per la tutela di quelli che sono i diritti degli animali. La presenza di professionisti che si occupano di benessere animale con serietà, deontologia e costanza è dunque e per fortuna una garanzia per chi parlare non può.

Terzo: la legge che l’articolo dice essere stata firmata dai veterinari del comitato scientifico non è mai stata sottoposta alla visione del comitato scientifico di Federfauna.
Ci chiediamo e speriamo che anche voi, giunti a questo punto, ve lo chiediate: quali sono dunque i motivi per cui l’ABA e suoi volontari devono essere screditati da un articolo diffamatorio come questo? Di certo non si tratta di benessere animale.

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